A CUORE: esercizi di cura per ritornare ai bambini e ai ragazzi dentro e fuori la scuola

Si parte per un altro viaggio meridiano che ci riporta al cuore (comune), anzi dove lo abbiamo lasciato: alla #casadicipì e tra i titani del Convento, ma soprattutto nello spazio-tempo che potremo abitare senza muri per gli esercizi di cura, nuovo progetto educativo di Mediterraneo Comune. Il progetto è finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali.

A cuore è una traccia che si adatta e rilancia il tema della distanza sociale che abbiamo vissuto tutti per ripensare al valore dello stare insieme come opportunità rimodulata e ripensata per curare e curarsi nella comunità. Quanto spesso abbiamo sentito l’urgenza di spazi aperti, di riportare noi e i nostri figli in natura per oltrepassare una dimensione claustrofobica e magari innescare anche nel sistema educativo un cambio di passo. Nasce così l’idea di A cuore: esercizi di cura per avviare un percorso educativo e di formazione, sperando di aver trovato la formula giusta o almeno una soluzione ai bisogni di cure e di crescita, fondamentali in un periodo come questo e per sostenere la sopravvivenza di territori “left behind” in cui percorsi multidimensionali di empowerment educativo possono aprire la strada al futuro delle aree interne in termini di qualità̀ e quantità̀ dei servizi per le famiglie. La proposta costruita dall’associazione Mediterraneo Comune in collaborazione con i talentuosi operatori dell’organizzazione di volontariato Gramigna e con la scuola bilingue Br-ing, punta a colmare gap amplificati dalla pandemia e prevede: l’attivazione di un piccolo centro di welfare educativo che attiva percorsi di arte e pedagogia in natura, un programma di formazione destinato al corpo e all’embodied education e un’intensa attività di orti sociali e una palestra delle lingue. 

L’approccio olistico (Mantovani, 2010) della proposta intende migliorare i percorsi di vita e quelli scolastici tradizionali della fascia 6-11, introducendo pratiche di benessere educativo basate sia sul potenziamento degli aspetti socio-emotivi (soft skills) che cognitivi (hard skills), per contrastare quella condizione di povertà educativa che priva i bambini e i ragazzi di sperimentare appieno le proprie capacità, ampliare le aspirazioni e vivere una dimensione socio-emozionale intensa. 

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