a Torino con CCW

Lunedì 25 Marzo aula seminari III°Piano Palazzo Nuovo dalle 9.

Giornata di studio

Istituti penitenziari e istituti culturali: progetti, percorsi e riflessioni.

La mattinata sarà dedicata ad esperienze di associazioni ed istituzioni. 

Nel pomeriggio si terrà’ una tavola rotonda dedicata alle esperienze torinesi di archivi, musei e Biblioteche, investitori sociali in dialogo con progettualità nazionali. 

Un programma del Dipartimento di Studi Storici Universita di Torino

Partecipano per CCW Sara Uboldi e Raffaella Vitelli

Viola Nicolucci scrive di noi su Valigia Blu!

Un articolo che rilancia il nostro progetto di teatro e gamification in carcere a cura di Viola Nicolucci, una cyberpsicologa attenta ai significati culturali dei processi educativi.

I videogiochi hanno il potere di calarti nei panni di un altro.
Si parla spesso di videogiochi per la salute mentale.
Si parla troppo poco di videogiochi per l’impatto sociale.
Si parla tanto di adolescenti.
Tutti a guardare “Mare Fuori”, ma poi non si parla di adolescenti in carcere. In un contesto in cui la politica i giovani li vuole zittire e punire.
Il 18 Ottobre 2023 ad un panel di discussione alle OGR, Raffaella Vitelli – coordinatrice di progetti per l’innovazione sociale per l’associazione Mediterraneo Comune – racconta il progetto di sviluppo di “Fammi Vedere la Luna” un videogioco per avvicinare i giovani dentro e fuori il carcere e abbattere i pregiudizi verso i minorenni che hanno commesso un reato, o dovremmo parlare di stigma?
La presentazione quel giorno non l’ho vista, ero catturata dalle parole di Raffaella e gli ingranaggi del mio cervello cominciavano a girare e immaginare, immaginare cosa fare di quanto stavo ascoltando. Nella stessa occasione scopro che la libertà d’uso delle nuove tecnologie e di accesso ad internet è un diritto violato in carcere, che a tutte le persone detenute, soprattutto se minorenni darebbe invece un’opportunità.
Ho cercato di capire com’era la situazione internazionale, ho contattato colleghi all’estero per sapere se esistessero progetti e letteratura: nulla, o pochissimo. Ho ascoltato podcast, visto testimonianze e alla fine intervistato Raffaella Vitelli per Mediterraneo Comune e Alessio Scandurra per l’associazione Antigone.
La sensazione è che chi nasce con uno svantaggio socioeconomico che lo porta a commettere reati sia poi preso a schiaffi da uno Stato sociale (e non) che non sfrutta le risorse per la rieducazione e il reinserimento sociale. Spero che sia una mia sensazione sbagliata e non un rischio reale.
Al solito chi ha uno svantaggio è considerato “altro” e non c’è un vero desiderio di integrazione. Mi sono sempre chiesta come si fa a non essere curiosi dell’altro. A me l’alterità fa sedere ed ascoltare.
Nell’articolo scoprirete la storia di sviluppo del videogioco, che ha coinvolto i giovani detenuti nel codesign e l’arrettratezza del sistema penitenziario verso le nuove tecnologie.

Una “spasseggiata” in Pinacoteca

Per la Foresta entra al Museo ci sarà  Una “spasseggiata” in Pinacoteca

Presentazione Il grande libro della fantasia (il Saggiatore) e dialoghi sulla fantasia
30 dicembre 2023

ore 9.30 Pinacoteca “Massimo Rao” di San Salvatore Telesino/ingresso libero

Il fantasiologo Massimo Gerardo Carrese incontra bambini e genitori per un dialogo sugli aspetti scientifici e umanistici, ludici e artistici della fantasia (possibilità), dell’immaginazione (immagini mentali) e della creatività (tecnica, metodo, originalità, finalità) evidenziandone i ruoli nel nostro vivere quotidiano e nell’attività professionale.

L’incontro ha l’obiettivo di “spasseggiare” nella Pinacoteca per osservare la fantasia nell’opera di Massimo Rao attraversando i temi descritti nel libro.

La Winter School in carcere inizia con un abbraccio!

Il 27 alle 15 presso il teatro dell’IPM di Airola ci sarà Lucia Montanino con Rachele Carpino e Antonio D’Amore per La Storia di un Abbraccio con i ragazzi dell’IPM e a tutta la comunità del carcere. 

Questo è un piccolo libro che racconta la storia e il coraggio di Lucia di aprire una nuova strada mai esplorata da nessuno prima di lei, ma anche delle persone che hanno accompagnato  questo cammino ( ancora in corso) come il direttore dell’istituto di Nisida, Gianluca Guida, Don Tonino Palmese, Don Luigi Ciotti…ma anche la sua famiglia, le amiche di sempre e le nuove amiche, le persone incontrate lungo la strada come “Speranza,  l’assistente sociale,  o “Coraggio”, il suo padrone di casa  (sono nomi veri!)  e A .e la sua famiglia  che con Lucia stanno compiendo questo cammino. La speranza è che questo piccolo libro venga letto in tantissime scuole, non solo di Napoli,  anche grazie all’aiuto di insegnati lungimiranti che vorranno uscire dagli schemi del racconto di Napoli e raccontare questa Napoli coraggiosa, che non ha paura di rialzarsi e che, per lenire la sofferenza, abbraccia…e  si rialza.

Donare è una scelta!

Mediterraneo Comune sceglie di regalare 500 ore di Winter School dal 26 al 31 dicembre: una possibilità che prende forma grazie a un gruppo di giovani soci volontari, provenienti da tutta Italia che lavoreranno in presenza per creare un programma di laboratori sulla felicità, per richiamare la missione principale della nostra azione: dare possibilità al futuro!

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La Foresta entra al Museo

ESPERIENZE DI BENESSERE EDUCATIVO DIALOGANDO CON LE OPERE DI MASSIMO RAO DISEGNO E ILLUSTRAZIONE LETTURE AD ALTA VOCE MUSICA E ASCOLTO

27, 28, 29 e 30 dicembre 2023 – ore 9.30-12.30

per famiglie e bambini da 0 a 6 anni

DISEGNO E ILLUSTRAZIONE, LETTURE AD ALTA VOCE, MUSICA E ASCOLTO

Eventi Speciali:

mercoledì 27
incontro con NATI PER LEGGERE
sabato 30
incontro con Massimo Gerardo Carrese
IL GRANDE LIBRO DELLA FANTASIA

San Salvatore Telesino (BN) Pinacoteca Massimo Rao
ingresso gratuito

Un’iniziativa organizzata nell’ambito del progetto Nidi di Comunità finanziato dall’Impresa Sociale “Con i Bambini”.

Si ringraziano per la collaborazione: l’associazione Massimo Rao, Nati per Leggere, Nati per Leggere Punto Lettura di San Lorenzo Maggiore, Moodisteria – welfare culturale

La Summer School comincia!

Anche se non hai mai attraversato gli spazi di un carcere, puoi immaginare cosa significa per un ragazzo detenuto trascorrere il tempo più bello: l’estate, in un luogo senza tempo! 

Senza alcuna intenzione di creare narrazioni distorte, ma entrare in carcere è un viaggio interiore e anche fisico, l’attraversamento di una frontiera: allontanarsi dal noto per imbattersi in un mondo disconnesso, che propone logiche molto diverse, centrate sulla solitudine e l’invisibilità.
Può avere senso una Summer School in carcere? 
In un carcere minorile l’estate può essere: alienazione, abbandono e noia, ma anche tentativo di trasformarla in un giardino parlante, in un’aula a cielo aperto e in una scena viva del mondo.
Qualcosa può accadere per farla profumare di futuro?
Nella Summer School il potere della cura collettiva amplia lo spazio di possibilità, creando un flusso inarrestabile di eventi che toccano il privato dei singoli e la vita collettiva; uno sforzo di guarigione che trasforma il carcere in un luogo di sperimentazione e di convivenza e quindi di reciproca e possibile determinazione.

Allora serve la Summer School per generare attenzione, consapevolezza e dibattito sul sistema della detenzione minorile per ampliare la platea dei soggetti attivi nell’impegno per l’integrazione, la riduzione delle diseguaglianze e la prevenzione dei reati.
La Summer School anche nella seconda edizione sarà costruita come percorso di educazione informale e trasformativo con una lunga durata, che abbraccia i mesi di luglio e agosto. Ha una sua forte valenza anche sociale, perché cerca di congiungere pezzi distanti di comunità: i ragazzi del carcere, l’area educativa e gli operatori esterni con artisti, designer, esperienze di innovazione e d’impresa, università e terzo settore.
Il mare dentro è un controtempo che nasce da un continuo movimento tra possibilità e impossibilità, per rompere la distanza verso un mondo che non si conosce… Dalla fiction Mare Fuori  nasce una traccia che  racconta di un carcere di un’area interna, tra le  montagne che, a volte, appaiono anche più grandi e tolgono la vista mettendo in crisi la speranza di un fuori.

Presenteremo il programma lunedì 24 con i ragazzi dell’IPM, la direttrice Marianna Adanti, Lidia De Leonardis, Direttore CGM Napoli, Rosy Russo, Fondatrice del manifesto Parole O_Stili, Paolo Landri, Dirigente di ricerca CNR, Raffaella Vitelli, Responsabile Summer School

SUMMER SCHOOL: 3 call aperte per artisti, operatori e volontari

Anche se non hai mai attraversato gli spazi di un carcere, puoi immaginare cosa significa per un ragazzo detenuto trascorrere il tempo più bello: l’estate, in un luogo senza tempo! 

Senza alcuna intenzione di creare narrazioni distorte, ma entrare in carcere è un viaggio interiore e anche fisico, l’attraversamento di una frontiera: allontanarsi dal noto per imbattersi in un mondo disconnesso, che propone logiche molto diverse, centrate sulla solitudine e l’invisibilità.
Può avere senso una Summer School in carcere? 
In un carcere minorile l’estate può essere: alienazione, abbandono e noia, ma anche tentativo di trasformarla in un giardino parlante, in un’aula a cielo aperto e in una scena viva del mondo.
Qualcosa può accadere per farla profumare di futuro?
Nella Summer School il potere della cura collettiva amplia lo spazio di possibilità, creando un flusso inarrestabile di eventi che toccano il privato dei singoli e la vita collettiva; uno sforzo di guarigione che trasforma il carcere in un luogo di sperimentazione e di convivenza e quindi di reciproca e possibile determinazione.

Allora serve la Summer School per generare attenzione, consapevolezza e dibattito sul sistema della detenzione minorile per ampliare la platea dei soggetti attivi nell’impegno per l’integrazione, la riduzione delle diseguaglianze e la prevenzione dei reati.
La Summer School anche nella seconda edizione sarà costruita come percorso di educazione informale e trasformativo con una lunga durata, che abbraccia i mesi di luglio e agosto. Ha una sua forte valenza anche sociale, perché cerca di congiungere pezzi distanti di comunità: i ragazzi del carcere, l’area educativa e gli operatori esterni con artisti, designer, esperienze di innovazione e d’impresa, università e terzo settore.
Il mare dentro è un controtempo che nasce da un continuo movimento tra possibilità e impossibilità, per rompere la distanza verso un mondo che non si conosce… Dalla fiction Mare Fuori  nasce una traccia che  racconta di un carcere di un’area interna, tra le  montagne che, a volte, appaiono anche più grandi e tolgono la vista mettendo in crisi la speranza di un fuori.

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RESIDENZA ARTISTICA

LAVORO EDUCATIVO

VOLONTARI

VISTI DA DENTRO: TRA FICTION E VERITÀ

Qual è la distanza che separa un adolescente privato della propria libertà da un coetaneo?
È possibile, più in generale, attivare un percorso di rigenerazione e consapevolezza di chi è emarginato?

Questo momento nasce dall’esperienza dei ragazzi dell’IMP di Airola
(Campania), impegnati in un percorso rieducativo anche attraverso il Manifesto della comunicazione non ostile, e dalle attività del progetto “Made in carcere”.
Ospite speciale una delle attrici di “Mare fuori”, la fiction Rai ambientata proprio all’interno di un
carcere minorile.

MODERA:

GIOVANNI GRANDI | Docente di Filosofia Morale dell’Università degli Studi di Trieste.

GLI OSPITI:

RAFFAELLA VITELLI | Manager culturale Mediterraneo Comune

LUCIANA DELLE DONNE | Imprenditrice social Founder and CEO at Officina Creativa

SERENA CODATO | Attrice del Cast Mare Fuori 

PAOLA PANNICELLI | Producer Rai Fiction per Mare Fuori

SCARICA IL PROGRAMMA

Per maggiori informazioni su Parole O_Stili è possibile visitare il sito web

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Fammi Vedere la Luna: un gioco-racconto per unire il dentro e il fuori del Carcere. 

Protagonisti l’IPM di Airola (BN) e il carcere di Sant’Angelo de’ Lombardi (AV)

La sperimentazione educativa diffusa sui territori di Benevento e Avellino ed entrata nelle carceri attraverso una sperimentazione unica, che ha visto per la prima volta il teatro e il gaming performare insieme, ha dato i suoi frutti!

Con algoritmi imprevedibili presenteremo venerdì 17 marzo alle 10.30, Fammi vedere la luna: un videogioco nato in carcere per educare, ma anche come sostegno al miglioramento dei livelli di stress dei ragazzi nel periodo post pandemico. 

Grazie al progetto K-Madre, finanziato dall’impresa sociale Con i bambini di Fondazione con il Sud, nelle carceri di Airola (BN) e Sant’Angelo dei Lombardi (AV), è stato realizzato un percorso di Teatro Fragile per l’attività stanza delle arti e della musica, ma con una combinazione inedita che ha significato innestare nella pratica teatrale il gaming per co-creare un gioco digitale insieme ai detenuti: autori, attori e non destinatari diretti dell’azione. 

Un nome-mondo: Fammi vedere la luna!  Per suggerire la dimensione immaginifica del progetto-gioco che evoca la dimensione del vedere come tensione esistenziale sogno, ma anche desiderio di superare il confine, il limite che è oltrepassabile quando l’esplorazione è praticabile attraverso soluzioni giocate…? Racconteremo della sua genesi e del processo creativo e di quello che ha generato il progetto con l’aiuto delle progettiste Anna Baldassarre e Claudia Zampella, di esperti e docenti universitari: Alex Giordano, Alfonso Amendola, Annachiara Guerra e dell’ideatore del progetto Guido Lavorgna insieme a Laura Galesi, ufficio stampa dell’Impresa sociale Con i Bambini.

Fammi vedere la luna è un racconto interattivo si ispira alla dinamica di messaggistica istantanea e l’interazione è basata sulla scelta multipla tra diverse opzioni di dialogo. Ti troverai quindi a prendere decisioni per il protagonista che si troverà a scegliere se aiutare o meno chi è in difficoltà, quale attività svolgere, come gestire i momenti di crisi, come affrontare di volta in volta le conseguenze, spesso anche molto dure.

Un ringraziamento speciale alla direttrice dell’IPM Marianna Adanti e alla coordinatrice educativa Cinzia Comune, al dott Giuseppe Centomani e alla dott,ssa Mariangela Cirigliano del CGM di Napoli; alla Fondazione Villa Fiorita e all’impresa sociale Con i bambini.

Website:

fammivederelaluna.mediterraneocomune.it

Link diretto al gioco: 

fammi vedere la luna